LA NUOVA SALA DEL TRIONFO

Ieri mattina per la prima volta ho avuto modo di vedere il retro del Teatro Farnese. Questo spazio, finora inaccessibile al pubblico, aveva originariamente la funzione di magazzino per le macchine sceniche e gli apparati allegorici usati durante gli spettacoli ad era diventato negli ultimi anni un magazzino vero e proprio (una sorte piuttosto comune per gli spazi del Teatro Farnese).
Sapevo che lo spazio era stato completamente riallestito per riposizionare il Trionfo da tavola di Damià Campeny, che fino a poco tempo fa si trovava al centro dei saloni Ottocenteschi, mai avrei immaginato di scoprire un nuovo ambiente museale che ospita un nuovo percorso espositivo all’interno della Galleria Nazionale di Parma.
La nuova sala del Trionfo ci parla del collezionismo ducale parmense con preziosi oggetti e manufatti artistici che volevano trasmettere la modernità e la sofisticatezza della corte, accostati armoniosamente agli affreschi staccati del Galeotti; qui, oltre al Trionfo da tavola, hanno trovato il loro spazio una cassapanca della bottega degli Zucchi, un camino progettato da Petitot, le mattonelle in maiolica provenienti dal Monastero di San Paolo e altri oggetti recuperati dai depositi della Pilotta.

Non voglio dirvi altro perché la sala sarà inaugurata oggi alle 18.00 con un concerto realizzato dalla Fondazione Arturo Toscanini di Parma e sarà un evento suggestivo e unico.

Questo lavoro, guidato dal Direttore del Complesso Monumentale della Pilotta Simone Verde, fa parte del più ampio progetto di riqualificazione degli spazi monumentali attraverso interventi di recupero e nuovi allestimenti. Il Direttore ha dato qualche anticipazione sui prossimi progetti e io sono curiosissima di vederli!

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IL GIARDINO SEGRETO DI VILLA MALENCHINI

Quante volte attraversando la campagna affianchiamo lunghe siepi custodi di enormi giardini e antiche residenze nobiliari; vedendo spuntare piante secolari il nostro occhio è incuriosito e vorremmo sbirciare all’interno di questi “giardini segreti”. La provincia di Parma è ricca di questi giardini ma solo raramente è possibile visitarli. A Carignano si trova il giardino di Villa Malenchini che ogni anno apre le sue porte in occasione diell’eventi De Gustibus.

A Villa Malenchini il giardino all’italiana e il parco romantico si fondono in un’armonia perfetta. Le siepi di bosso e le statue ornamentali caratteristiche del giardino all’italiana abbracciano la villa e accompagnano il nostro occhio fino alle colline. Tutt’intorno, nei 1500 metri di parco romantico, percorrendo i viali alberati si incontrano “angoli segreti” come il laghetto con le rovine di una rocchetta, il vecchio ingresso al giardino e il prato di ciclamini.

Non voglio anticiparvi troppo, vi lascio solo alcune foto scattate da me e vi invito a visitare insieme questo “giardino segreto” sabato 12 e domenica 13 maggio alle ore 14,30 – 16,00 e 17,30.

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COME MONET PITTORI DI LUCE

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Per tutti la primavera è in arrivo tra pochi giorni ma, grazie a un gruppo di alunni, in un’aula scolastica è arrivata già da qualche mese.

Quest’autunno la Fondazione Magnani Rocca ha ospitato per un breve periodo Le bassin des nympheas una celebre opera realizzata da Claude Monet nel 1904.

La presenza della meravigliosa opera d’arte a Parma è stata un’occasione unica, ho pensato ad un progetto didattico che permettesse agli alunni delle scuole primarie non solo di conoscere la pittura di Monet ma anche di imparare a dipingere come lui.

Questo progetto è stato per gli studenti una continua scoperta, hanno imparato a guardare i quadri a lungo e con pazienza, ad osservare un’opera da lontano e da vicino per gradi; hanno analizzato caratteristiche che rendono unico lo stile di Monet: la luce, i colori e le pennellate.

Gli alunni hanno imparato che per realizzare un’opera d’arte come Monet è necessaria molta pazienza; hanno guardato la natura con l’occhio analitico del pittore, hanno scelto i colori per riprodurre le sfumature della tavolozza di Monet, hanno imparato a dipingere senza disegnare e hanno realizzato le loro ninfee e, come Monet, sono diventati pittori di luce.

Camilla

Durante la visita guidata alla Fondazione Magnani Rocca 

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Dipingendo come Monet 

Le Ninfee di Francesco 

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RICORDI DI UNA PASSEGGIATA PARMIGIANA

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Una settimana fa due gruppi di campiresti hanno scelto di passere un week a Parma e di visitare la città accompagnati da me per una passeggiata in stile Around with Camilla.

Nonostante un’ora prima del nostro appuntamento il tempo in città fosse tutt’altro che soleggiato (pioveva a dirotto in realtà) il gruppo ha scelto non rinunciare alla visita, per fortuna! Perché quando siamo partiti la pioggia si è fermata ed è uscito il sole.

Abbiamo passato un bellissimo pomeriggio tra le vie del centro; dall’Oltretorrente a Piazzale della Pilotta, da Piazza Duomo fino a Piazza Garibaldi Parma si è mostrata sotto la sua luce miglior e io ho cercato di raccontava come so fare, con il mio stile semplice! Io mi sono divertita molto, spero sia stato lo stesso per loro!

Ecco alcune foto scattate dai turisti durante la visita guidata! 

 

Piazzale Corridoni nel quartiere Oltretorrente17098696_333247977069510_6927090627429680378_n

Il gruppo al Parco Ducale 17155692_333248033736171_6751021218272664947_n

Palazzo della Pilotta17156030_333247980402843_3633334371037453424_n

Assunzione della Vergine, Correggio (Cupola del Duoma)17103620_333247987069509_8304163019654780116_n

Interni del Battistero realizzato da Benedetto Antelami 17103509_333248043736170_3016164038157778562_n

Fine della visita in Piazza Garibaldi 17098437_632907780252139_2848271561505613593_n

Camilla

 

L’ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE DI MODENA DOP IN 7 PUNTI

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L’Aceto Balsamico è uno di quei prodotti che quotidianamente sentiamo nominare, ma non tutti conoscono la differenza tra l’aceto balsamico comune e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP.

Ho pensato quindi di riassumere un 7 punti le caratteristiche che rendono l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP così speciale e unico al mondo.

1) ANTICO E NOBILE  La storia dell’Aceto Balsamico ha origine in epoca romana, in alcuni documenti del primo secolo a.c. si parla infatti di cottura del mosto. Fu però durante il Rinascimento presso la corte Estense che il Balsamico iniziò ad essere considerato un dono prezioso e raro per “Re e Principi”.

2) MOSTO COTTO A CIELO APERTO Il processo produttivo inizia con la realizzazione del mosto crudo, ottenuto dalla spremitura dell’uva trebbiana surmatura, il quale viene cotto in grossi calderoni a nei cortili dell’acetaie finché dal colore chiaro passa ad un intenso colore bruno scuro raggiungendo una concentrazione dal 30 al 50%.

3) SEGUENDO LE STAGIONE Seguire l’andamento climatico delle stagioni è fondamentale soprattutto all’inizio della produzione. Il mosto cotto viene infatti lasciato decantare per tutto il periodo invernale; è proprio in questo periodo che inizia la naturale fermentazione.

4) LA BATTERIA NEL SOLAIO Nella botte piccola sta il vino buono? No! L’aceto più vecchio. Il mosto fermentato viene trasferito nelle botti di legno di dimensioni diverse per iniziare il processo di invecchiamento che dura minimo 12 anni nei solai delle acetaie che garantiscono una temperatura moto calda d’estate e molto fredda d’inverno. Durante questo lungo periodo il volume del mosto nelle botti cala, per questo annualmente si effettua il cosiddetto “rincalzo” dalle botti più grandi a quelle più piccole.

5) PER OGNI LEGNO UN PREGIO Ad ogni dimensione corrisponde un tipo di legno ognuno dei quali cede all’aceto una particolare caratteristica: il castagno ricco contribuisce al colore scuro, il gelso ha la capacità di concentrare il prodotto più velocemente, il ginepro fornisce le essenze resinose, il ciliegio addolcisce il sapore mentre il rovere, legno prezioso per l’aceto già maturo, gli conferisce il tipico profumo vanigliato.

6) L’ESAME DELL’ACETO Al termine dei dodici anni si può prelevare dalla botte più piccola l’aceto balsamico ma, solo dopo aver superato un’accurato esame dell’Ente di Certificazione e della Commissione di Assaggiatori esperti, potrà essere chiamato Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP.

7) UNA BOTTIGLIA UNIVERSALE L’autentico Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP è riconoscibile dalla bottiglietta dal design standardizzato e dal logo DOP. L’etichetta non può presentare l’età del prodotto ma identifica solamente se è “Affinato” ovvero invecchiato minimo 12 anni (sigillo rosso) o “Extravecchio” di minimo 25 anni (sigillo oro).

SE SIETE CURIOSI DI CONOSCERE VEDERE CON I VOSTRO OCCHI COME ANCORA OGGI AVVIENE LA PRODUZIONE DELL’ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE DI MODENA DOP CONTATTATEMI, VI ACCOMPAGNERÒ ALLA SCOPERTA DELLE PIÙ ANTICHE ACETAIE…E NON SOLO…

 

Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP raccontato dall’Acetaia Pedroni .

CLAUDIO PARMIGGIANI. NAUFRAGIO CON SPETTATORE

“Bello, quando sul mare si scontrano i venti
e la cupa vastità delle acque si turba,
guardare da terra il naufragio lontano.
Non ti rallegra lo spettacolo dell’altrui rovina,
ma la distanza da una simile sorte”

Lucrezio, De rerum natura

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“Naufragio con spettatore” l’istallazione di Claudio Parmiggiani creata in occasione della mostra del 2010 con lo stesso titolo.

È sempre stata li, nella chiesa di San Marcellino (Via Collegio di Nobili), anche se forse ce ne eravamo dimenticati, invece oggi è possibile rivederla in occasione dell’evento Parma 360 fino al 15 maggio.

Una barca irrompe dall’abside nella navata della chiesa, ma è arenata in un migliaio di libri che la bloccano.

Non sta navigando, è naufragata ed ora è immobile. Parmiggiani mette in scena così il teatro della vita, quella vita che spesso è stata immaginata come un viaggio, ma in questo caso, il viaggio è un naufragio del quale possiamo scegliere di essere spettatori e rimandere esterni, oppure, lasciarci coinvolgere emotivamente e diventare protagonisti.

Camilla

 

 

SEVERINI TI ASPETTA! Visita la mostra con Around with Camilla

“SI POSSONO DARE TANTE DEFINIZIONI ELEGANTI E PROFONDE, FILOSOFICHE O ESTETICHE, DELL’ARTE E DELLA BELLEZZA, PER UN PITTORE SI RIASSUMONO TUTTE IN UN’UNICA FRASE: CREARE UN’ARMONIA” 

Gino Severini, Dal cubismo al classicismo, 1921

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SCEGLI UNA DELLE DUE DATE

15 € INGESSO + VISITA GUIDATA (obbligatoria la prenotazione)

Sabato 16 aprile ore 16:00
Sabato 14 maggio ore 11:00

 

Oppure…

PRENOTA LA TUA VISITA GUIDATA PRIVATA 

50 € per gruppi max 15 persone (ingresso escluso)