IL CASTELLO DI BARDI. UN’ANTICA FORTEZZA TRA PARMA E PIACENZA.

imgp8892

Era da tempo che aspettavo di recarmi a Bardi ma a causa del meteo spesso sfavorevole sono stata costretta a rimandare la mia visita diverse volte; invece domenica, il caldo di Parma era così forte che, io e il mio ragazzo non potevamo fare altro che montare in sella alla Vespa e salire sull’Appennino alla ricerca del fresco e di qualcosa da visitare. Se il clima lo consente scegliamo di spostarci in Vespa, perché è un modo di viaggiare lento che ti permette di osservare il paesaggio con molta attenzione, di sentire le variazioni climatiche sulla pelle e di fermarti quando e dove vuoi molto velocemente.

Mentre percorrevamo la strada curvosa che conduce a Bardi, ho ammirato l’ambiente naturale che caratterizza la valle del Ceno e ho immaginato eserciti risalire l’Appennino distruggendo villaggi nel tentativo di spostarsi sempre più a sud fino all’inespugnabile fortezza.

Molte leggende sono state raccontate sul castello di Bardi, ma ciò che mi ha colpito maggiormente è la posizione da cui domina la valle tra i torrenti Ceno e Noveglia dall’alto dell’aspra rupe di diaspro rosso e la sua solida cinta muraria.

Il nome “Bardi” infatti, secondo alcuni storici, sembrerebbe provenire dal termine longobardo “warda” che significa “luogo di guardia in posizione elevata”,nel VII secolo si infatti trovavano in val Ceno gruppi di Longobardi; ma il primo documento che fa un riferimento esplicito al castello risale al 898, anno nel quale l’Abate di Nonanatola registra il castello come proprietà del vescovo di Piacenza, il quale lo aveva acquistato per difendere il territorio dalla violenta invasione Ungara.
Dopo questo documento le notizie riguardanti la storia della rocca sono rare e incerte, si pensa però sia appartenuto successivamente ai conti di Bardi, nobili locali eredi delle famiglie Longobarde.
Informazioni certe si hanno solo dal 1257 anno nel quale Ubertino Landi acquisì i terreni intorno a Bardi e Compiano dando inizio al dominio della famiglia Landi che sarebbe durato per più di quattrocento anni (fino al 1682).

Nonostante gli ampliamenti avvenuti durante i secoli esiste un filo conduttore che percorre tutta la storia della fortezza: la necessità di difendere, non solo i militari, ma tutti gli abitanti del villaggio durante i lunghi assedi accogliendoli all’interno delle mura. Per questo motivo infatti il castello segue perfettamente la conformazione del terreno ma, occupa solo una metà del rilievo su cui si erge mentre l’altra metà è occupata dalla parte più antica del paese anch’esso fortificato.

Il nucleo originario della fortezza è il mastio (XVII sec), che originariamente doveva essere una torre in legno mobile dotato di campana per richiamare la popolazione in caso di pericolo. Salendo i ripidi gradini della torre si giunge al punto più alto del castello dal quale si può ammirare la valle del Ceno e del Noveglia.
Poco più recente è la parte del borgo antico con la stalla, il forno, il pozzo e la ghiacciaia che servivano per la sussistenza degli abitanti.

Superato il borgo si giunge di fronte alla scala seicentesca fatta costruire da Federico II Landi; quest’opera fa parte della trasformazione del castello da fortezza a dimora rinascimentale che era iniziata a partire già dalla fine del XIV secolo con Manfredo II Landi.

Dalla scala si accede al cortile d’onore sul quale si affacciano le stanze della dimora dei Landi. Percorrendo le stanze ho notato le fini decorazioni, le più preziose e degna di nota sono quelle dei soffitti della sala Grimaldi e della sala Landi. Il soffitto della sala Grimaldi fu realizzato in occasione dell matrimonio tra Ercole I Grimaldi e Maria Landi nel 1595 come simbolo di alleanza dinastica tra le due famiglie.

La parte del castello che ho trovato più interessante è la ronda di guardia che, partendo dal lato del mastio, circonda il castello su tre lati. La ronda esprime chiaramente la vera funzione del castello: la difesa. Percorrendo i bui corridoi non è difficile immaginare come i militari rispondessero ad un attacco dall’interno del castello; sono chiaramente visibili e feritoie dalle quali venivano scagliate le frecce e le caditoie (o piombatoie) per rovesciare proiettili solidi e liquidi sul nemico. Percorrendo tutta la ronda si attraversano le stanze segrete nelle quali si trovano ricostruzioni di attrezzi per la tortura e si arriva infine al torrione circolare che affaccia sul borgo.

Ciò che, mio parere, distingue il castello di Bardi e che lo rende unico è proprio la sua architettura militare; ed è così che io lo vedo ancora: un rifugio per tutta la comunità e un punto di forza per la difesa dell’area. É grazie alla robustezza della fortezza di Bardi che la famiglia Landi ha fatto si che il potente “stato dei Landi” durasse nei secoli.
Oggi il catello di Bardi è animato da un ricco calendario di eventi legati al territorio, alla rievocazione medievale, alle leggende di fantasmi che si dice lo abitino.

Tra pochi giorni (10-11-12 luglio 2015) il castello ospiterò “Castle street food. Merenda nei castelli d’Italia” un evento che ha già avuto grande successo alla Rocca di Fontanellato. Per l’occasione il castello sarà invaso da sand gastronomici che proporranno street food (cibo da strada) per tutti i gusti, accogliendoli all’interno delle mura. Come riferiscono gli organizzatori dell’evento “il cibo di strada autentico e di qualità incontrerà la Bellezza di una location mozzafiato e l’Arte di un Patrimonio inestimabile”.

Camilla

imgp8975

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: